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Storia del Juke-box
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Nessuno al mondo, trovandosi di fronte ad un vecchio Juke-box, resta insensibile al fascino che queste macchine infondono da 80 anni.
Vuoi per le luci colorate, vuoi per il luccichio delle cromature, vuoi perché da decenni siamo abituati ad associare il Juke-box ad allegria, gioventù, spensieratezza, questi apparecchi riescono anche da spenti a stapparci un sorriso ed uno sguardo di ammirazione.
Il primo Juke-box, o meglio, il primo "Fonografo a moneta", nasce nel 1927 su iniziativa della Ami, una fabbrica già da anni dedita alla produzione di pianoforti automatici funzionanti a moneta.
Nonostante questa industria precedesse di alcuni anni tutte le altre, non riuscì mai, nei decenni seguenti, a conquistare la leadership del mercato Americano, una battaglia che combatterono, senza esclusioni di colpi, le più note Wurlitzer, Seeburg e Rock-Ola.
Alla Ami resta comunque il primato di aver avuto la geniale intuizione e di essere stata la maggior casa produttrice di Juke-box per il mercato Europeo.
| Intorno al 1930, tutte le maggiori aziende americane produttrici di pianoforti automatici a moneta risentirono della crisi causata dalla diffusione della radio nei locali pubblici. Per non affondare e per continuare ad utilizzare le proprie risorse, la scelta di costruire un apparecchio capace di permettere la selezione di vari dischi si rivelò ben presto la carta vincente.
I primi apparecchi prodotti erano costituiti da un mobile in legno e permettevano la scelta tra 12 dischi, tutti a 78 giri.
I dischi erano raccolti in un cilindro verticale, dal quale venivano estratti, suonati e poi riposti di nuovo.
La diffusione del "Fonografo a moneta" avvenne in una misura inaspettata, tanto che è del 1936 il record di vendita assoluto della storia per numero di esemplari (40.000 Juke-box venduti dalla Wurlitzer).
Nel 1938 la Seeburg produsse il primo Juke-box decorato con plastiche colorate illuminate, stile che venne ben presto imitato da Seeburg e Rock-Ola.
La media seguita era mediamente di un nuovo modello ogni anno realizzato in migliaia di esemplari, che venivano venduti prevalentemente ai noleggiatori e, da questi, piazzati nei vari locali e ritrovi.
Nel 1940 venne realizzato un Juke-box con la sommità ad arco (fino ad allora il mobile era prevalentemente squadrato). Il nuovo design piacque così tanto da influenzare tutta la produzione degli anni a venire.
Durante la seconda guerra mondiale, la produzione di nuovi modelli di Juke-box è letteralmente bloccata dal fatto che le industrie sono costrette ad adeguare i propri macchinari alla produzione di armi.
In questi anni, la Wurlitzer ha l'idea geniale di costruire un mobile di base universalmente adattabile ai meccanismi prodotti in precedenza. In questo modo, fu possibile recuperare vecchi Juke-box venduti nelle campagne e riconvertirli al nuovo design. La Wurlitzer riesce quindi a fornire nuovi Juke-box ai locali di lusso e diventa leader nel mercato.
Nel dopoguerra assistiamo alla prima grande campagna pubblicitaria legata al Juke-box. Il Wurlitzer 1015 viene proposto al grande pubblico, con immagini a tutta pagina su riviste e giornali; e la creazione di numerosi gadget.
Il successo fu enorme, tanto che il modello non fu ritirato dal mercato e continuò a far bella mostra di se assieme agli apparecchi più nuovi.
Il Wurlitzer 1015 venne venduto in oltre 50.000 esemplari e venne opportunamente modificato con la nascita del 45 giri.
| Fu l'avvento del vinile a fornire nuovi supporti per la registrazione dei dischi a 45 giri (quindi in formato più ridotto rispetto ai vecchi 78 giri e di una qualità del suono superiore).
La Seeburg produsse nel 1948 il modello M100A, portando a 100 (contro l'attuale 24) il numero dei dischi tra cui poter effettuare la selezione.
Sempre la Seeburg, a pochi mesi di distanza, iniziò la distribuzione del modello M100B che conteneva 50 dischi a 45 giri incisi su entrambe le facce.
Le case rivali, senza non pochi problemi, dovettero ben presto far fronte alla Seeburg.
La Wurlitzer, con alcuni anni di ritardo, lancia nel 1952 il modello Wurlitzer 1500, capace di effettuare 104 selezioni e di contenere sia dischi a 45 che a 78 giri. Tuttavia, il meccanismo eccessivamente complesso e delicato non regalò molta fortuna al nuovo apparecchio.
Negli anni '50 vennero abbandonati gli stili tondeggianti ed i nuovi Juke-box assunsero forme più regolari.
Il legno veniva sempre di più soppiantato dal metallo, sia per venire incontro ai costi, sia per vere e proprie esigenze stilistiche.
Infatti, i designer di quel periodo, attingevano le proprie idee dall'industria automobilistica.
Erano gli anni del "sogno americano", con le atmosfere che il cinema e la televisione ci hanno abbondantemente fatto rivivere.
Fu la Seeburg a conferire la suo modello KD200 la massima espressione della nuova moda, inserendo tre grandi pinne cromate che riproducevano i fanali della Cadillac.
Fino a questo periodo il Juke-box ha illuminato la vita di milioni di adolescenti e portato una ventata di allegria nella vita di tutti i giorni.
Per molta gente il vero Juke-box è morto alla fine degli anni '50.
Proprio con le pinne delle auto, il Juke-box rappresentava un'epoca che sembrò finire bruscamente.
Oggi, nel XX secolo, la nostra percezione della musica e delle immagini è completamente mutata, per adeguarsi ai suoni e alle forme della nostra epoca.
Oggi per noi oggi è estremamente naturale coprire di romanticismo l'immagine del Juke-box, dimenticandoci talvolta che le luci colorate o le smaglianti cromature altro non erano che artifizi per rendere commercialmente più appetibile un apparecchio elettrico. Ma l'amore dei teen-ager per questo apparecchio era incredibile: il Juke-box ara il divertimento preferito e più a buon mercato in America.
E se il periodo di massimo splendore ha cavalcato oltre un trentennio, non dimentichiamoci che il Juke-box, sotto forma di video Juke-box o CD-Music-box è ancora tra noi.
Sembra quindi avverarsi un discorso dal tono profetico che il dott. Wilhem Foelkel, della Wurlitzer, scrisse nel 1976:
La moda può esigere delle forme angolose oggi e arrotondate domani, e poi angolose ancora - oggi cromo e vetro, domani linearità e niente lucido, oggi barocco, domani stile scandinavo; un design nostalgico oggi, ma linee moderne domani. I cambiamenti non faranno finire le mode né i fonografi... anche tra cent'anni, la gente continuerà ad inserire monete, forse banconote, in un fonografo e poi selezionerà una canzone...
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